Commenti di alcuni lettori di “Marhaba, mabsutha?”

E' soprattutto microstoria che fa capire la grande “storia degli eruditi” fatta di date, nomi, avvenimenti, con metodo antipositivista, per citare Marc Bloch negli “Annales”. Io vedo il libro come l'opera attenta e riuscita di un ingegnere idraulico che attraverso una rete di canali d'irrigazione rende fertile una regione, nel caso specifico quella della memoria. Si è detto a quali nomi rispondano questi canali, storia, politica, autointrospezione, formazione, femminismo, didattica, sessualità.

 (Preside e saggista)

 

AFFASCINANTE IL MORDENTE CHE SI INSINUA TRA LE RIGHE, TRASPARE UN VISSUTO INTELLIGENTE E CURIOSO, UNA GRINTA FEMMINILMENTE FEMMINISTA TANTA LUCIDITA' E SENSO DI ORIENTAMENTO STORICO E POLITICO.

 (Organizzatrice di eventi culturali- Libano/Italia)

 

Si legge tutto d'un fiato e fa capire anche la storia del conflitto mediorientale tra Palestina e Israele che non mi era stato mai chiaro!                                                      

(Impiegata )

 

Bellissimo, efficace, piacevole da leggere perché leggero e nel contempo di spessore! Lo consiglio ai giovani  come me.

(Stagista)                                                                                                                                                       

Mi e' piaciuto "l'enchainement", non so come si dica in italiano, forse, il concatenamento della storia. Dal personale allo storico-sociale e ritorno al personale: passaggi soffici e magistralmente destreggiati che al lettore mettono curiosita' e voglia di sapere se ancora gli puoi raccontare dell'altro.

 (insegnante francese- Beirut)

 

Ho trovato nella bella storia molte affinita' col mio vissuto, molte riflessioni e accortezze che solo un animo raffinato e dolce puo' percepire ed essere capace di comunicare.

(poeta)