CHAPEAU di Francesco Giubilei
Tanto di cappello, alla francese per segnalare libri che a mio giudizio meritano di essere letti.
Marco Mazzanti in futuro vorrebbe pubblicare con diverse piccole case editrici, non gli interessa
sfondare, vuole mantenere buoni rapporti con tutte le case editrici con cui pubblica, intervistare i loro autori e creare un
buon rapporto di amicizia e dialogo.
Marco Mazzanti ha vent.anni, due libri pubblicati all'attivo, gestisce un blog
(http://mmushroom.splinder.com/ ), è studente universitario ed è il responsabile sezione di Momenti Storici di
Historica.
E' da poco uscito "Colore indeciso" suo secondo romanzo pubblicato sempre per la Midgard di Perugia.
Dmtrj è un ragazzo albino che vive con sua madre e sua sorella in un paese dell'est Europa durante la fine
dell'alto Medioevo.
Dmtrj è cieco, solamente a sedici anni grazie a un mago di passaggio nel suo paese riacquista la vista.
Da quel giorno Dmtrj scopre il mondo e soprattutto i colori.
Di che colore è l'anima? Ognuno, forse, la possiede di un colore diverso.
Forse il colore della nostra anima è quello che noi preferiamo. Il colore dell'anima determina il carattere di
una persona?
Si domandava spesso il ragazzo, premettendo ovviamente che l'anima possedesse un colore. Se i colori non
esistessero la realtà come apparirebbe?
Dmtrj è un ragazzo fuori dal normale e non perché è albino come si credeva nella società medioevale.
E' un artista, lui dipinge, dipinge con i coltelli spalmando i colori sulla pelle delle sue
tele umane.
Dopo la morte di sua madre e dell'amata sorella abbandona il paese natale e raggiunge altri luoghi, vive
grazie ai colori, alla pittura finché non incontra Rufus, un rosso che lo colpisce cambiandogli la vita.
Il romanzo di Marko Matz (pseudonimo con il quale si è firmato l'autore romano) prosegue fino alla
resa finale con Scile, un ragazzo che come Rufus ha catturato l'attenzione di
Dmtrj.
Un romanzo che si legge in poche ore, scritto in modo semplice ma molto efficace.
Un piccolo ritratto di uno dei periodi più bui della storia dove chi era
diverso. era considerato figlio del demonio. Il colore di "Colore indeciso"? Il nero come quello della copertina.
(recensione pubblicata sul quinto numero della rivista Historica, Ottobre 2007 )
Recensione tratta dal numero 87 di ARPAMagazine di Matilde Cattaneo
Dmtrj è albino, bianco come
la neve, privo di pigmentazione, l’unico colore a spezzare il candore trasparente è l’azzurro degli occhi. È cieco, condizione che lo ha abituato a percepire con sensibilità acuta
odori, profumi, sensazioni tattili e di contatto. Il miracolo avviene, l’incontro con un mago sui sentieri
della vita gli restituisce la vista. È uno sconvolgimento di sensi e sensazioni, una riemersione alla luce
violenta ed inaspettata e, come tale, difficile da gestire. Dmtrj inizierà a dipingere su tela con le lame dei
coltelli, il rosso a fare da sfondo ad ogni creazione, come colore acceso e purpureo, passione bruciante e
sanguigna, il rosso della carne viva.
Pagina dopo pagina compaiono ombre e figure al fi anco di Dmtrj, un uomo a divenire il suo alter ego e una
donna, Asja, seduzione impulsiva e fascino sottile. E i colori, colori a profusione, colori in ogni sfumatura.
Stile semplice, asciutto, onirico e visionario fanno di questo romanzo breve un caleidoscopio di colori
sgargianti ed oscuri, luminosi come il sole e bui come la notte.
Recensione
tratta da www.mangialibri.it
di Maria
Giovanna
Luini
Dmtrj è albino, e fino a sedici anni è stato privo della vista: un mago di passaggio gli ha permesso di riacquistare la vista il giorno del suo sedicesimo compleanno, e all’improvviso il mondo è cambiato. La sensibilità agli odori, sviluppata in sedici anni di cecità, diventa passione feroce, bisogno, avidità di colori. Che sono esperienza assoluta nel loro compenetrarsi in sfumature, stacchi, gradazioni, impressioni violente, e nell’intersecarsi ai profumi, agli odori, alle fragranze tipiche della carne. Perché non esistono persone, solo carne che vive e respira e parla e cammina: questo è ciò che Dmitrj pensa mentre apprende e sviluppa il talento di dipingere con la lama dei coltelli, producendo da solo la maggior parte dei colori e sognando di riempirne i corpi delle persone che attraggono la sua fantasia. Come accadeva con la sorella Anna, compagna del primo ventennio di vita e amata con passione quasi fisica: Dmtrj dipingeva il suo corpo con colori spalmati direttamente sulla pelle. Quando Anna muore, Dmtrj abbandona il villaggio dove sa di non essere mai stato accettato (è albino, quindi un demonio): raggiunge altri luoghi e persone, e si guadagna da vivere facendo ritratti. La sua vita è totalmente dominata dalla passione per i colori, dall’arte, e l’incontro con un uomo dai colori perfetti, che nella fantasia chiamerà Rufus, cambia il corso delle cose: Dmtrj scorge Rufus addormentato in un bosco e decide di dipingere il suo corpo, approfittando del suo sonno. Però, dopo qualche tempo, Rufus si sveglia…
Il primo romanzo di Marko Matz, al secolo Marco Mazzanti, studente universitario classe 1987, è una storia complessa scritta con frasi semplici ed efficaci: il linguaggio è sicuro, sintetico, equilibrato, dipinge personaggi ed eventi con gli stessi tratti carnali, pieni, digradanti in sfumature potenti che rappresentano la passione del protagonista. Trascinato nella dipendenza dall’arte, nell’attrazione feroce per la perfezione di colori che sono anche odori e profumi e bisogni, prova a fuggirne quando capisce che questo fuoco può bruciare la sua stessa esistenza. Dmtrj è un uomo privo di colore: il suo essere albino lo rende bianco, e l’unico colore è l’azzurro degli occhi. Però. La sua vita è un incessante proporsi di desideri e fughe, e a un certo punto del cammino gli occhi avidi di sensazione incrociano quelli di Scile, un uomo dai tratti ambigui che diventerà il suo stesso contraltare. E il compimento del suo destino. Questa prima “prova d’autore” di Marko Matz si legge in poche ore, ed è un pregevole inizio senza sbavature: la storia coinvolge e soddisfa, scivola lineare e perfetta fino all’epilogo che scuote e rimane, abita la memoria come un sapore complesso, un profumo di legno bruciato e sangue, un colore che non esiste. Perché è l’insieme profondo e compiuto di tutti gli altri.
Recensione di un lettore
Non si capisce bene quale sia il genere in cui collocare questo romanzo, forse però è questo il suo punto forte. La storia fila senza intoppi, poi, nell'ultimo capitolo, tutto cambia carattere e diventa difficile vedere dove i personaggi vogliano andare a parare, tenendo su in questo modo una certa tensione, ed è un pregio.
Il lieto fine, in quanto tale, urta, e ha un sapore a mio parere agrodolce.
Nella sua ambiguità e nella sua elusività, Scile ha un carisma tutto suo che lo rende più interessante del protagonista stesso, Dmtrj il pittore albino.
Sono personaggi duri e misteriosi, e anche estranianti, come se appartenessero a un'altra dimensione.
Questo romanzo ha una trama strana e sicuramente fuori dagli schemi, difficile da riassumere, ma è resa viva e palpitante da una forte sensualità sotterranea.
Recensione di Maeba Sciutti